È arrivato Sballo Natale, Toro! Ho meditato su quale potrebbe essere il regalo perfetto per te. Cosa potrebbe aiutarti a sfruttare al massimo le correnti cosmiche del 2007? Ho optato per Winning with integrity: getting what you are worth without selling your soul (Vincere onestamente: come ottenere quello che meriti senza vendere l'anima) del procuratore sportivo Leigh Steinberg. Ti aiuterà a diventare più intelligente e generoso nelle contrattazioni che farai nei prossimi mesi. Ecco un assaggio dei consigli di Steinberg: 1) schierati con chi condivide i tuoi valori; 2) scopri tutto quello che puoi sull'avversario; 3) crea un clima di collaborazione; 4) impara ad ascoltare; 5) fai credere al tuo interlocutore di avere un'altra scelta, anche se non ce l'hai.
mercoledì 27 dicembre 2006
è il momento di riconnettere il neurone
entrare in modalità produttiva-raziocinante è in alcuni momenti un atto di forza. o sei dentro, o sei fuori, e formicolii mentali non aiutano. liste, riassunti quelle cose li, da persona normale. da persona normale.
lunedì 25 dicembre 2006
natale in pediatria ed altri punti di catastrofe
come dicevo, forse non qui ma come dicevo, ci sono casi in cui la tua vita sembra avere cambiato regista e genere, e tutto diventa come orchestrato in maniera distorta e infamigliare, i dialoghi scadenti, i tempi morti, il genere melodrammatico e paludoso.e cosi ti ritrovi a recitare ruoli che no avresti immaginato mai, piu tragici che comici piu patetici che sarcastici. ma non ci sei abituato, ci stai stretto, e tu in quanto attore cerchi il brio della commedia sagace anche dove il copione non te la consente, non ci sta. in questa lotta alle volte l'attore puo vincere, ma ha un potere limitato. embe. embe.
è un casino passare dai venti ai trenta, una tortura a fuoco lento. e guardo la mia faccia e mi dico fossi rimasta bambina sarei piu grande e felice, è solo il peso di enormi impalcature di adulti bambini che cerca di schiacciarti. e tu con la forza di quello che hai negli occhi devi accanarla palsmarla vincerla.
e cosi natale in reparto pediatria con mio fratello quindicenne collassato per bevute scitiche, e pranzo di natale urlato a urlare le mie ragioni contro parenti che mi rubano e mi han rubato pezzi o tutto mio padre per anni.
cose difficili e sedimentate, e l'importanza, nel cinema e nella vita, della scena corale in cui tutto scoppia, della goccia che fa traboccare il vaso, dell'attimo catartico che soffre e urla e cura, del perseverare contro i nostri mulini a vento.
punti di catastrofe, li chiama qualcuno.
vado a farmi un te
lunedì 11 dicembre 2006
sabato 9 dicembre 2006
venerdì 8 dicembre 2006
giovedì 7 dicembre 2006
partire è sempre molto piu difficile
succede che dai una risposta, cosi, perche devi darla, in due secondi. eppoi ti rendi conto che neanche sapevi che esistesse quella cosa li nella tua testa.e cosi oggi il mio prof mi ha chiesto che da dove arrivavo con quella valigia questa volta e io gli ho detto: no questa volta sto partendo, ma partire, è sempre molto piu difficile. e mi sono resa conto che stavo pensando quella cosa li, sotto ai discorsi di mondi a pois giapponesi e valigette portacomputer.
è cosi che mi sento che partire è sempre piu difficile perche devi pensarci e ripensarci e ti accorgi che metà di questi pensieri sono solo seghe mentali malefiche, perchè pensieri separati dall'azione. eppoi c'è l'altra metà, seghe mentali benefiche, che pensieri che sono essi stessi azioni. = serve solo un cervello in grado di gestire sistemi complessi, smalitire un sacco di scarti, con una buona ripresa e un buon sistema di ricambio ecologico. se tutto va bene, e ci uniamo un po di sana incoscienza, si parte poi.
domenica 3 dicembre 2006
cilici biochimici
eccomi qui, dopo una lunghissima giornata di espiazione. la mia penitenza taurina è arrivata sottoforma di fotosintesi crolofilliane, acidi ribonucleici, nucleoli e citoplasmi da ridurre in storielle e schemini colorati per fratello ragioniere a corto di metodi di stduio, impegno e memoria.ma ve la dovete immaginare bene la scena: io e margherita, una semiologa e un architetta alle prese con l'impresa di insegnare biologia in poche ore a schizzare fogli fare schemi urlare frasi mnemoniche surreali del tipo : nel ciclo di kalvin (klein) l' atp fa sei giri e si trasforma in glucosio.. aiuto. e ora che ci penso io qualche settimana prima tommaso, che studia giapponese, era alle prese con quiz sui verbi irregolari inglesi.. insomma se qualcuno mi viene a trovare la domenica, sa a cosa va incontro.
ciononostante la mansarda è bella. è la mia nuova casa all'interno della casa. la amo. è imperfetta infieri, ariosa, calda accogliente colorata stramba. non ha una televisione ma un cavo giallo che mi collega al mondo. e tanto basta, anzi di piu.
sorrido e penso al mio passato prossimo di liceale che studia acidoribonucleico soffrendo perche vuole fare la filosofa, o l'artista o la creativa. penso che alla fine se avessi fatto acidoribonucleici all'univnersita forse sarei stata filosofa, artista e creativa perdavvero, e che forse ora faccio solo l'erudita spocchiosa di professione. poi penso che la verita probabilmente sta nel mezzo. poi penso che mi sento un po dave eggers io e il mio fratello di dieci anni di meno e alto quasi come me. ordinario miracolo cromosomico. dovrei volergli piu bene, curarlo piu di cosi. o forse no. amore secco da fratelli. selvaggio e scostante. distratto e viscerale. let it be.
alla voce horoscope
Toro (20 aprile - 20 maggio)
Lo so come ti senti, Toro. Sono stato rinchiuso anch'io nella prigione psichica in cui sei intrappolato. Ma grazie al mio comportamento esemplare, sono stato liberato molto prima del previsto. Per ottenere questo rilascio anticipato ho fatto quattro cose:
1) mi sono assunto la responsabilità del modo in cui avevo perpetuato la mia sofferenza;
2) mi sono esercitato a provare gratitudine per quello che il dolore mi aveva insegnato;
3) ho riflettuto a fondo su quello che potevo fare per espiare la sofferenza che avevo inflitto agli altri;
4) ho giurato di sfruttare la vergogna che provavo come stimolo per diventare più saggio, più gentile e più ribelle.
Lo so come ti senti, Toro. Sono stato rinchiuso anch'io nella prigione psichica in cui sei intrappolato. Ma grazie al mio comportamento esemplare, sono stato liberato molto prima del previsto. Per ottenere questo rilascio anticipato ho fatto quattro cose:
1) mi sono assunto la responsabilità del modo in cui avevo perpetuato la mia sofferenza;
2) mi sono esercitato a provare gratitudine per quello che il dolore mi aveva insegnato;
3) ho riflettuto a fondo su quello che potevo fare per espiare la sofferenza che avevo inflitto agli altri;
4) ho giurato di sfruttare la vergogna che provavo come stimolo per diventare più saggio, più gentile e più ribelle.
io ci provo he. non è giusto pero..
venerdì 1 dicembre 2006
brulè from a papercup
chi mi conosce lo sa :sono specializzata in casi umani, sono una calamita per i casi umani. gente ferita dalla vita, depressa, psicopatica, annichilita, insicura, ansiosa, malata, ma mai banale. uomini bambini eltettronici monomaniacali con traumi infantili, passioni astruse turbe mentali e sindromi semiautistiche: tutto cio mi trovo ad attirare dovunque io finisca.
eppoi come se non bastasse ho anche il vizio di finire inciampare sempre in qualche situazione freak estrema : cose biologiche e autogestite, graffiti ed estetica punk. poco importa se abbia fatto il liceo classico coi figli dei dottori e se il mio cappotto lo ha preso mamma in una boutique. ci sono calamite e sorti invevitabili e attrazioni malefiche, e ci si arrende dopo un po e ci si prende gusto, siamo in ballo e dobbiamo ballare.
insomma per dirla in slogan: sono finita in una comune, per l'ennesima volta. paesaggio in cui come un po ovunque risulto sempre un outisider che se la gode, con l'aria da antropologa in missione speciale con un piede fuori e uno dentro tutto, e in perenne equlibrio sull'ironia e la consapevolezza e l'amore per l'umano. e bisogna starci in bilico e guardinghi, ne troppo spostati verso il naif ne troppo distanti e scomodi nella parte. è un arte anche questa. e cosi ti capita di trovare gente che sta male, che non parla mai con la vita di traverso e gli occhi soli e aperti, che dopo due secondi ti butta li tra le mani il suo dolore in poche parole, molto piu avido delle tue che delle proprie che gia conosce ed ha prosciugato già a lungo.
e non serve troppo spiegarmelo il dolore, gia loso. e mi ritrovo con del vin brule in papercup tra le mani ad inseguire uomini alti con il colbacco tentando inutilmente di non passare per un inutile groupie da quattro soldi e nel frattempo a imbastire lunghissime conversazioni a monologo con un tizio che fuma fuma fuma e assorbe come una spugna risate comprensione umanita. di farmi bologna a piedi ancora una volta, come da giovane, nel freddo, e prendere in giro il mondo pensando alle magie piccole del caso e alla prepotenza della vita. che è facile da toccar con mano, difficile da rigirare tra sguardi e parole. e cosi mi prendo la medaglietta al merito di specialista in casi umani, faccio valigia e colazione in compagnia e me ne torno nel rifugio della mia mansarda eburnea a tentare di coltivare il mio orticello infestato da gramigne di ogni sorta e tipo.
a voi, invece, presento l'uomo col colbacco: si chiama j ed è di boston, è molto alto e si costruisce gli strumenti da solo. non sembra un caso umano lui, solo per il suo colbacco e la sua presenza scenica ci sta molto simpatico. e crede sia una gruopie da quattro soldi, temo.
à vous:
www.neptuneband.com
eppoi come se non bastasse ho anche il vizio di finire inciampare sempre in qualche situazione freak estrema : cose biologiche e autogestite, graffiti ed estetica punk. poco importa se abbia fatto il liceo classico coi figli dei dottori e se il mio cappotto lo ha preso mamma in una boutique. ci sono calamite e sorti invevitabili e attrazioni malefiche, e ci si arrende dopo un po e ci si prende gusto, siamo in ballo e dobbiamo ballare.
insomma per dirla in slogan: sono finita in una comune, per l'ennesima volta. paesaggio in cui come un po ovunque risulto sempre un outisider che se la gode, con l'aria da antropologa in missione speciale con un piede fuori e uno dentro tutto, e in perenne equlibrio sull'ironia e la consapevolezza e l'amore per l'umano. e bisogna starci in bilico e guardinghi, ne troppo spostati verso il naif ne troppo distanti e scomodi nella parte. è un arte anche questa. e cosi ti capita di trovare gente che sta male, che non parla mai con la vita di traverso e gli occhi soli e aperti, che dopo due secondi ti butta li tra le mani il suo dolore in poche parole, molto piu avido delle tue che delle proprie che gia conosce ed ha prosciugato già a lungo.
e non serve troppo spiegarmelo il dolore, gia loso. e mi ritrovo con del vin brule in papercup tra le mani ad inseguire uomini alti con il colbacco tentando inutilmente di non passare per un inutile groupie da quattro soldi e nel frattempo a imbastire lunghissime conversazioni a monologo con un tizio che fuma fuma fuma e assorbe come una spugna risate comprensione umanita. di farmi bologna a piedi ancora una volta, come da giovane, nel freddo, e prendere in giro il mondo pensando alle magie piccole del caso e alla prepotenza della vita. che è facile da toccar con mano, difficile da rigirare tra sguardi e parole. e cosi mi prendo la medaglietta al merito di specialista in casi umani, faccio valigia e colazione in compagnia e me ne torno nel rifugio della mia mansarda eburnea a tentare di coltivare il mio orticello infestato da gramigne di ogni sorta e tipo.
a voi, invece, presento l'uomo col colbacco: si chiama j ed è di boston, è molto alto e si costruisce gli strumenti da solo. non sembra un caso umano lui, solo per il suo colbacco e la sua presenza scenica ci sta molto simpatico. e crede sia una gruopie da quattro soldi, temo.
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