lunedì 15 gennaio 2007

fineasestessità

for the sake of it.

mi servirebbe una teoria semiotica dell'azione o del pensiero fine a se stesso, una teoria seria che parli di narratività e teleologia, di favole e nonèlarai e videgiochi e mantra e confezioni dello yogurt danone alla frutta e negozi di pirati a sanfrancisco e scardini l'ideologia sottesa alla nostra società e ci mostri le piccole primitività del quotidiano e ci faccia sentire uomini-animali e.

pero oggi ho letto troppa poca semiotica e fatto troppe cose for the sake of it.

appena ridivento produttiva la sforno, pero.

1 commento:

teatrodeldrago ha detto...

ma ce l'hai già la teoria della fineasestessità, è proprio la semiotica, no?
è lei, esiste for the sake of it, si sviluppa (in quali direzioni?) for the sake of it, sfocia verso altre discipline (linguistica, cognitivismo, neurologia, etc.) perchè lei, da sola, è fine a se stessa; inonda le altre discipline credendo di risolverne gli inghippi (che è la versione italiana e colloquiale di "impasse" :-)), ma in fondo, lei, rimane fine a se stessa. e il bello è che forse se ne rende conto. almeno, io la considero "for the sake of it". o no?
o forse, abbiamo difficoltà ad ammettere che non è altro che una meta-disciplina parassitaria delle altre che vuole saperne una più del diavolo. ma non ce la fa. e allora si inventa Mille Piani, che è bellissimo, però spiega poco.

eheh, che iniezione di sfiducia per chi si sta laureando in semiotica!
:-)
rileggo i miei sigurros e te li mando. love