Mr Peirce a Mr James:
"Per lungo tempo ho avuto la sensazione dell'esistenza di un serio difetto all'interno della logica esistente, dal momento che essa non si prende cura del limite tra due regioni. Io non sostengo che il principio del terzo escluso sia completamente falso, ma sostengo che all'interno di qualsiasi campo di pensiero esisterà sempre un terreno intermedio tra l'asserzione positiva e la negazione positiva che è reale come queste ultime anche se lo è in modo differente. Sono solo i matematici a rendersi conto di questo aspetto, visto che indagano questo limite come se fosse una cava di concetti potentissimi."
"Per lungo tempo ho avuto la sensazione dell'esistenza di un serio difetto all'interno della logica esistente, dal momento che essa non si prende cura del limite tra due regioni. Io non sostengo che il principio del terzo escluso sia completamente falso, ma sostengo che all'interno di qualsiasi campo di pensiero esisterà sempre un terreno intermedio tra l'asserzione positiva e la negazione positiva che è reale come queste ultime anche se lo è in modo differente. Sono solo i matematici a rendersi conto di questo aspetto, visto che indagano questo limite come se fosse una cava di concetti potentissimi."
1 commento:
Cara amica,
a miglia di distanza anch'io leggo Mr Peirce e Mr James. E il signor Dewey e anche fino a arrivare a Richard Rorty, che a scritto un libro questo Riccardo che si chiama "Philosophy and Social Hope" in cui c'e' anche una bella lettera indirizzata a Umberto Eco. Riccardo, dopo aver letto Il pendolo di Foucault, pensava che l'Eco fosse un "fellow pragmatist" invece dopo parlando con Eco scopriva che no e che invece l'Eco era ancora un po' immaturo. Poi scrivevano anche un libro-dialogo Rorty e Eco sull'interpretazione del testo letterario.
Tutto cio' e' molto bello.
Quando si dice affinita' elettive.
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