mi sveglio. ancora un po di alcol nei piedi nella mansarda inondata di luce. questa mattina fioca pero. e realizzo che la seguente verità incombe.
ci sono momenti di stasi totale, in cui il sentimento dominante è l'impotenza, il non poter urlare al tempo e alle cose: corri, muoviti, che cazzo fai? e momenti in cui tuto precipita, fluido e spaventoso nella sua ineluttabilità. ecco. credo di essere al punto di conversione tra questi due momenti. con un piede di qui e di la. linee immaginarie del tempo, quelle che noi tracciamo per delimitare: il liceo, quel periodo di merda, ah si quando ero sotto per lui etc non chiedono troppi non rispettano scadenze fisse ma combattono spesso con loro. filosofi piu dotati di me l'hanno detto prima e meglio.
ma insomma come posso trovarmi ora con le scarpette da cameriera rotte dopo prima sera di lavoro e un surplus di lavoro camerieristico ad ongi giorno del giorno e della notte, la tesi da aggredire ma ora con possibiltia di farcela se catturo un realtore e mille libri ,l'esame ultimo e cruciale anche e soprattutto per la mia dignita personale da riesumare e riprendere con l'accanimento di un serial killer e la meticolosita di un monaco ammanuense, seminari a cui presenziare protesi-pedinamento professorale, e dulcis in fundo, ma chi mi conosce sa l'importanza di sta roba- mia madre che si fa portare alle terme,ma va portata. in macchina.lontano non so dove.
ma cristo. TUTTO INSIEME. e prima ero li, a soffirere perhce tutto cio non arrivava. e ora ho l'acqua alla gola, perche devo comprare biglietto aereo, e partire max primo luglio,e passare due mesi della mia vita a portland, oregon, leggendo milioni di libri che mi saro portata sempre se riesco a trovarli prima e scrivendo tesi malefica mentre simone fa i microchips e il fotogafopescatore norvegese e altri personaggi da commedia indie restaurano la casa anchessa da commedia indie. i miei piani non sono nemmeno confusi, sono solo terribilmente complicati e intersecantisi credo.
ahahhhhhhhhhhhhhhh!
basta. respiro. mi vesto, mi metto in camicia.
e curre curre marta, vado a servire il pranzo del 25 aprile alla gente.
poi torno, respiro, e penso a come fare il resto.
he.
mercoledì 25 aprile 2007
lunedì 23 aprile 2007
martaruga
"david jonathan justman mi insegno che cosa significa essere una tartaruga: un essere perseverante, ingegnoso e spiritoso, pieno di amore del paradosso e della contraddizione."
domenica 22 aprile 2007
repulisti
eccomi qui. stanca al punto giusto e tutta pulita, nel lettone alle dieci di sera.
tra qualche giorno venticinque anni. già. vengono sempre le vertigini, e ci si sente sempre non all'altezza di quel numero li. ci si immaginava diversi,finiti, perfetti. e invece ho ancora qualche brufolo in faccia, ancora non ho un taglio di capelli che mi si addica, ancora porto i jeans sdruciti e non ho perennemente soldi per comprarne altri, perhce appena ho avuto un po di soldi in tasca ho pensato bene di comprarmi goedel escher e bach, un eterna ghirlanda brillante in sconto venticinque per cento alla feltrinelli e un set di sei spazzolini di muji e un biglietto per milano e una coppa di frutta affogata in alcol e ghiaccio in un locale sui navigli con la mia amica nemmeno ventunenne. boh. si. ma infondo è cosi che la immaginavo la mia felicita di venticinquenne. ed è cosi che è sempre un po stata.
gioie portatili e intense, fragili, il mio vivere ancora sospeso, calcolato sul peso di quel che luccica all'orizzonte e del flusso piu che sulla terra e sulle misure. il mio regno di robe accatastate, tanta stada a piedi in citta, amori forti sovrapposti interrotti infiniti e profondi,sdegno morale, stanieri, parole che cadono come acqua pesante,impertinenti improvvise e sincere, prof filosofi del liceo che ti danno del lei e prof punk dell'universita che ti danno del tu, palline dell'ikea, occhi vivi accesi e ironici. non lo so, è come se non trovassi un altro modo. nel bene e nel male, al resto lo sento che sono allergica, come veleno come.
tra qualche giorno venticinque anni. già. vengono sempre le vertigini, e ci si sente sempre non all'altezza di quel numero li. ci si immaginava diversi,finiti, perfetti. e invece ho ancora qualche brufolo in faccia, ancora non ho un taglio di capelli che mi si addica, ancora porto i jeans sdruciti e non ho perennemente soldi per comprarne altri, perhce appena ho avuto un po di soldi in tasca ho pensato bene di comprarmi goedel escher e bach, un eterna ghirlanda brillante in sconto venticinque per cento alla feltrinelli e un set di sei spazzolini di muji e un biglietto per milano e una coppa di frutta affogata in alcol e ghiaccio in un locale sui navigli con la mia amica nemmeno ventunenne. boh. si. ma infondo è cosi che la immaginavo la mia felicita di venticinquenne. ed è cosi che è sempre un po stata.
gioie portatili e intense, fragili, il mio vivere ancora sospeso, calcolato sul peso di quel che luccica all'orizzonte e del flusso piu che sulla terra e sulle misure. il mio regno di robe accatastate, tanta stada a piedi in citta, amori forti sovrapposti interrotti infiniti e profondi,sdegno morale, stanieri, parole che cadono come acqua pesante,impertinenti improvvise e sincere, prof filosofi del liceo che ti danno del lei e prof punk dell'universita che ti danno del tu, palline dell'ikea, occhi vivi accesi e ironici. non lo so, è come se non trovassi un altro modo. nel bene e nel male, al resto lo sento che sono allergica, come veleno come.
mercoledì 18 aprile 2007
martedì 17 aprile 2007
lunedì 16 aprile 2007
Dear Lev,
Anche nel migliore dei casi, come possiamo considerare la radicalizzazione di un attivita' in se' amabile come l'essere studente, il processo e' disastroso a livello di psicosi prodotte quanto di una progressiva "imbecillizzazione da specializzazione" (alienazione). La riduzione dell'io a soggetto tecnico specializzato progressivamente reso incapace di capire la complessivita' del circostante in cui e' immerso dunque, ma come questo si configura in una critica ontologica dell'economia politica liberale.
Anche nel migliore dei casi, come possiamo considerare la radicalizzazione di un attivita' in se' amabile come l'essere studente, il processo e' disastroso a livello di psicosi prodotte quanto di una progressiva "imbecillizzazione da specializzazione" (alienazione). La riduzione dell'io a soggetto tecnico specializzato progressivamente reso incapace di capire la complessivita' del circostante in cui e' immerso dunque, ma come questo si configura in una critica ontologica dell'economia politica liberale.
vado in bici per la pianura padana, e se vi dico che ora è davvero bella forse non ci credete. ma è bella da commuovere forse piu di un paesaggio toscano, che li apri la bocca ammiarata e dici non è possibile, e qui invece stai ad osservare incredulo ogni particolare, dal mattone alla terra spianata di fresco flirtrando con quella bellezza che credevi di conoscere, che hai intravisto nei momenti peggiori, ma che sapevi che piu o meno doveva essere li. e cosi quasi per effetto pigmaglionico il verde delle rive illuminato i fiori gialli e attenzione non le vedo ma sono quasi certa che se le vado a cercare ci sono anche le viole. e mi viene voglia di buttarmi nel campo con mucchietti di erba tagliata a guardare il cielo e ascoltare architecture in helsinki dall'ipod. mappoi queste sono quelle cose che sono troppo romantiche per farle da soli. e quindi volto la testa e pedalo ancora piu forte. che magari arrivo prima, cosi.
domenica 15 aprile 2007

Toro (20 aprile - 20 maggio)
Sembra che tu stia collaborando con una figura autoritaria che ti controlla con il metodo del bastone e della carota. Se sei proprio convinto di non riuscire a trovare la giusta determinazione senza il pungolo dell'autorità, forse potrebbe guidarti lungo parte del tragitto verso la terra promessa. Ma in questo caso, Toro, posso almeno provare a convincerti a pretendere la carota più grande e fresca che ci sia e un bastone magnificamente decorato?
venerdì 13 aprile 2007
it's a rainy day-sunshine girl
hihi.
due giorni a bologna sono meglio di una pillola della felicità.
io alla fine mi allineo con il mondo, che parlo con le persone con cui vorrei parlare, e trovo i libri che mi servono. basta poco, infondo, si.
due giorni a bologna sono meglio di una pillola della felicità.
io alla fine mi allineo con il mondo, che parlo con le persone con cui vorrei parlare, e trovo i libri che mi servono. basta poco, infondo, si.
lunedì 9 aprile 2007
yayoi e l'ornitorinco
fine! fine delle feste fine dei picknick fine del mio disagiato dolcefareniente.
oggi marta inizia la tesi. da dove parto? nell'indecisione tolgo kant e l'ornitorinco dal comodino, soffio la polvere dalla copertina, apro a pagina uno. e abbozzo anche un sorriso.
oggi marta inizia la tesi. da dove parto? nell'indecisione tolgo kant e l'ornitorinco dal comodino, soffio la polvere dalla copertina, apro a pagina uno. e abbozzo anche un sorriso.
domenica 8 aprile 2007
le vent nous portera

le feste ti lasciano sempre la pancia sconquassata acida in subbuglio.
grassi e alcol, e crolli nel letto consapevole che domani sara meglio, ma oggi rimani cosi.
ci si deve passare in ogni caso, perche la festa è festa. anche se oramai in chiesa non ci vado piu, e la gente con le palme e i lumini ha un nonsoche di esotico, come quando a berkeley vedevo gli ari krisna per strada.
eppoi la pasqua è sempre vagamente felliniana, non so. la gente balla, i personaggi piu improbabili escono allo scoperto. l'ormone e la pazzia estroversa si nutrono di luce.
vabbe non lo so, ma ho la vaga sensazione che le cose possono migliorare, devo solo, come dice il mio oroscopo, inciampare.
nel frattempo inciampo solo in tanti omini carini, ventenni o poco piu, che mi sorridono e mi approcciano con sorrisi. è proprio vero che funziona cosi, che il tempismo è perennemente sfasato. quando li cercavo, qualche anno fa, zero. ora che sono monogama convinta, eccoli. boh. è primavera e l'ormone galoppa, e tutto quello che mi rimane è essere seminuda nel letto con una cinecamera attaccata al computer a fare faccie carine al mio ragazzo laggiu.
he.
sabato 7 aprile 2007
cocktail adolescenziale
mi chiedo quando finira questo periodo. in cui ciclicamente affronto imprese con le migliori delle intenzioni eppoi mi ritrovo con le spalle al muro ed implosa su me stessa, al tavolo con amici a fumare sigarette che non so fumare e a bere cose che mi passano davanti. poi la mattina dopo. rimago cosi, un po interdetta. a raccogliere pezzi e dirmi beh, ora. come fa uno a mantenere un decente parere di se stesso? è piuttosto arduo, mi sembra. pero insomma ci si prova. ora mi alzo e inizio a cucinarmi qualcosa. un piede dopo l'altro, come su una fune.
giovedì 5 aprile 2007
già. quando aggiorno questo blog?? hehe.
sono troppo impegnata a trovare i difetti di questo blog di usabilita e integrazione con altri prodotti google, nonchè a pensare in maniera creativa a come sarebbe un browser se lo progettassi io, a come sara internet tra cinque anni a come si fa a fare marketing virale a come sarebbe la mia vita se con un click trovassi se il libro che cerco è nella biblioteca sotto casa mia o a sanfrancisco e se comprare dieci lattine di coca costa di piu alla coop o all'iper o nella drogheria del mio paese.
bastaorapero. domani mi chiama fabio fantomatico tizio di google. e io che gli dico? piu o meno queste cose qui. eppoi vediamo.
vedo preoccupazione indeterminata delle mie nonne verso la mia mancanza cronica di progetti a tempo indeterminato. vedo e lascio correre, sorrido e do pacche sulla schiena. lascio che la mia voce faccia trasparire quel minimo di sicurezza che serve. poi, boh.
sono troppo impegnata a trovare i difetti di questo blog di usabilita e integrazione con altri prodotti google, nonchè a pensare in maniera creativa a come sarebbe un browser se lo progettassi io, a come sara internet tra cinque anni a come si fa a fare marketing virale a come sarebbe la mia vita se con un click trovassi se il libro che cerco è nella biblioteca sotto casa mia o a sanfrancisco e se comprare dieci lattine di coca costa di piu alla coop o all'iper o nella drogheria del mio paese.
bastaorapero. domani mi chiama fabio fantomatico tizio di google. e io che gli dico? piu o meno queste cose qui. eppoi vediamo.
vedo preoccupazione indeterminata delle mie nonne verso la mia mancanza cronica di progetti a tempo indeterminato. vedo e lascio correre, sorrido e do pacche sulla schiena. lascio che la mia voce faccia trasparire quel minimo di sicurezza che serve. poi, boh.
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