mercoledì 27 giugno 2007

ma in realta avevo ragione.

portland è davvero bella. non l'ho realizzato fino a quando non ho deciso di affrontarla a piedi camminando per il centro, o meglio perdendomi, prendendo il bus e parlando con la gente. boh, qui è tutto verde e assolato, anche in citta. c'è il fiume e gli impiegati eleganti degli uffici del centro fanno pausa nel cortile giocando a calciare una pallina microscopica.unica cosa che ancora non comprendo bene o meglio che mi fa sentire ancora una volta di essere in america, quella vera, e non sanfrancisco ne la california, è che sembra che qui nessuno sia preparato alla non-autoctonia del mio accento italo-californiano. quando apro la bocca e chiedo qualsiasi cosa, in maniera magari non impeccabile, ma credo abbastanza corretta, tutti sono tra il sorpreso e l'allarmato, non mi sanno gestire in quanto elemento altro, anche se sono stragentili. ma forse il perche questo lo scopriro piu avanti, che se ci penso bene stamattina mi sono fermata al farmers market ed è tutto il giorno che giro per strade negozi e biblioteche con una pianta di rosmarino in mano. he.

martedì 26 giugno 2007

peace and love

passato il jet lag, e spuntato un sole cosi brillante da sembrare finto.

scrivo ad un tavolo con i girasoli dell'aereoporto e sorrido leggera.

lunedì 25 giugno 2007

portland

eccomi qui. in un letto ikea con trapunta ikea e mobili comprati su craigslist dall'italia in una stanza azzurro carta da zucchero in una casa di legno con mattonelle colorate e pareti in parte scrostate e coinquiline australiane e sorridenti e fotografi in felpa rossa abbiamo anche una macchina rossa vintage che fa ridere ma alla fine è pure bella.

e insomma finalmente, dopo tutto quanto,eccomi qui. che sotto potentissimo jetleg apro le mie valigie, una di vestiti e una di libri, metto a posto mi impossesso lentamente dell'ambiente e mi pulisco la testa, complice la pioggia e il cielo bianco che qui regna sovrano.

ho visto la citta ieri, fuori da un finestino e attraverso un supermercato-che ci servivano i cuscini almeno- e questa qui, signori e singori, è l'america. nn è sanfracisco, non è la california, è proprio l'america. che la gente mi guarda e sorride stupita e divertita perche sono vestita da europea. e loro, tutti, hanno la tuta e il caffè in papercups in mano.

comunque, straniata e jetleggata, nonostante tutto qui mi sento a mio agio, e non so, semplicemente la mia vita sembra piu semplice, la mia identità piu definita, le cose da fare in ordine e fattibili.

infondo tutto è questione di distanza, e di amore.

mercoledì 20 giugno 2007

thoughts before leaving

ok.allora.

vedo un medico nuovo una volta alla settimana, scarrozzo mio fratello figo e abbronzato in giro in decapottabile per i negozi del centro, porto in giro nella mia borsettina la mia pipi divisa in campioncini numerati,ho la valigia piena solo di medicine e libri ma ancora i vestiti sporchi accatastati, rifiuto iniviti a inaugurazioni di sushi bar, ora cucio sedie e oggi pomeriggio davide mi passa a prendere e andiamo a riva. e tra pochi giorni lascio tutto questo e parto.

hanno anche bocciato mio fratello. incazzatura e sollievo insieme.
e oggi è il compleanno di mio papa, e il primo giorno d'estate.

tocco il mio mondo qui, lo accarezzo e me ne distacco ad un tempo. partire è uno strano stato mentale. hai aspettato per tanto tempo e ora non sai bene cosa sperare. boh. leccarmi le ferite, stare a tu per tu con la mia vita e i miei pensieri, sentirmici a mio agio e non perennemente giudicata.ridere.scrivere.abbracciarsi di notte. forse solo questo infondo.

martedì 12 giugno 2007

oramai ognuno è se stesso.

ho letto murakami fino alle tre di notte con la febbre.

poi lui mi ha chiamata preoccupato dall'altra parte del pianeta e per un attimo sono stata dentro l'ultima parte del libro, che c'è lui che chiama lei in una cabina da qualche parte. dopo mesi di palude, dice sono pronto. e io sono pronta, mi sa.


ma prima di essere pronta vado dal ginecologo che mi ha fatta nascere tra un oretta. non so neanche che faccia ha io, ma lui sa chi sono e mi ha detto venga alle tre. e mi sento come se tutto sto periodo in realtà fosse una anacronismo cieco, in cui io ritorno come da un altra vita a vedere in faccia chi mi ha fatto nascere, come e perche non lo so, volevo fare dell'altro non cipensavo nemmeno a farmi viaggi iniziatici e percorsi di crescita interiore,non mi è mai proprio sfiorata l'idea. ma è questo che sto facendo infondo, e cosi sia.

o forse sono solo strane sensazioni viscerali, saranno murakami, la febbre e la pioggia tutti insieme.boh.

sabato 9 giugno 2007

living in eterotopy

la mia valigia gialla è ancora li, vuota sul divano della mansarda. leggo murakami prima di andare a dormire e faccio sogni porno-soft giapponesi. e grazie a lui mi rendo conto anche di vivere davvero in uno di quei mondi paralleli,che per arrivare a casa mia si prende la macchina e si passa per i campi, come una soglia, e si vive come dice naoko a contatto con la natura, facendo le cose semplici, aiutando se stessi per aiutare gli altri. insomma mi rendo conto mio malgrado di essere affascinata dai posti border line, di esserci sempre vissuta infondo senza mai nemmeno rendermi veramente di questo strano imprinting monastico. boh ora ci penso meglio. mentre cerco una chiave in glese per smontare la lavatrice rotta. ah. in questi giorni in un incursione fuori dall'isolamento (lo spazio liscio vive in dialettica perenne con lo spazio striato,o forse semplicemente il cinema è il dispositivo eterotopico per eccellenza, la caverna di platone diceva qualcuno) ho anche visto thenamesake e mi è piaciuto un sacco. go for it

lunedì 4 giugno 2007

Sono un campione. E so vincere, e so perdere.

ricordo che lo ha detto un ciclista, di quelli tipo bartali girardengo coppi o cosi.he.

venerdì 1 giugno 2007

tesina sul brasile di mio fratello fino alle tre di notte, maldipancia persistente e cattivo ancora non identificato, dormito come al solito male. ed Esame tra pochi giorni che non ho ancora riaperto. ora prendo un alagesico qualsiasi e leggo combattendo contro il malditensta. come persa, tra detriti della mia solita vita. eppure se mi chiedessero come va, risponderei bene. davvero.