ed ecco che qui in questa biblioteca a forma di mezzo cerchio di cristallo con gli alberi che verdeggiano fuori, e sterminate file di libri da me ancora non ispezionate, la mia vita riprende velocità.
non so se è l'effetto del troppo caffè starbucks che ho preso oggi, o del fatto che sono qui dall'altra parte del mondo, ma sento che tutto quello che speravo e volevo sta accadendo. è semplicemente che tutto intorno a me va bene,e mi sento protetta e amata e posso non avere paura ora.
e sento il sollievo e la gioia di tutto questo, e dell'avere davanti la mia via che puo farsi a poco a poco piu certa.
lo so che parlo come un dizionario newage ultimamente,
e allora vi diro che vado a sanfrancisco con un aereo alaska airline mercoledi, per parlare con la tizia dei pirati e vedere studios sulle hills con liz e mangiare sushi con stephanie e torey e in tutto questo sprizzo perennemente di quechità.
hihi.
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1 commento:
Brutta bestia... l'invidia.
In questa biblioteca lacaniana costruita tutta attorno a un punto di vuoto, a una mancanza riempita solo parzialmente da una singola lunga imponente scala a chiocciola bianca io mi sento perso con questo peso di una tesi che non procede, stordito, incapace di capire cosa voglio fare e cosa voglio dire. Guardo nella mia testa e si apre il grande vuoto: non una scala a chiocciola ne' un idea. Ma come si fa? Da dove si parte a costuire un universo simbolico dall'apparente percepito vuoto?
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