lunedì 12 maggio 2008

un libro ( o google) ci salverà

ordunque. scrivo su papercups abbandonato da tempo mentre medito di chiuderlo, o trasferirlo tramutarlo. come e dove ancora incerto, come incerto il posto dove me ne andro io tra una settimana, un mese un anno. come chiunque abbia visto il laureato, o meglio ancora ci si sia trovato in questa condizione ben sa, tutto ( e niente) puo succedere pochi mesi dopo la laurea. cominciare lavori e smetterli, ritrovarsi a guardare siti web di master in marketing in note università private disprezzate da una vita, form che spiegano come apply per remoti phd per unirsi a studenti di consciusneess studies o anthropology of the future, offerte di lavoro troppo fin troppo concrete come promoter o animatore presso centro commerciale di cusango o tirocini non pagati in multinazionali spagnole di shampoo per la promozione di miss muretto 2008 a padulle bolognese. insomma. non sapere che pesci pigliare. come se improvvisamente avessi la possibilità di sguinzagliarti per il mondo, gettarti nella vita a capofitto, e tutto quello che riesci a fare in concreto, pero, è mandare qualche cv a cui nessuno risponderà, e nemmeno troppo convinta, e nel frattempo cucinare con tua nonna fare il pesto che non lo hai mai fatto in vita tua, comprare la torba all'ipercop e piantare fiori. tuttto quello che riesci a fare è quello, mentre in teoria ora potresti diventare ADULTO. incredibile , he?

e tutto quello che mi viene da fare, a me, in questo momento, non è guardare avanti ma guardare indietro. che è cosi anche nel laureato, lui entra nella sua cameretta da ragazzino, ma non lo è piu. he. ma io nella mia cameretta da ragazzina avevo tanti libri, e stasera ci ho trovato ache un manuale gigante di dreamweaver, che mi aveva rgalato un mio amico al tempo del primo esame di informatica, e libretti e librettini di grafica e phtosohop accumulati negli anni. e ora se ne stanno li, sulla mia scrivania, insieme ad una mela mangiucchiata, un peluche a forma di uccello ottuso, e una macchina fotografica reflex nuova di zecca, la macchina da scrivere olivetti di mio padre di quando a ragioneria facevano fare stenografia, e- attenzione, ora che mi gurado meglio intorno- anche un libro sui tarocchi,uno sul tao, freud e la psicopatologia della vita quotidiana, uno su goedel, escher bach, uno di terzani e uno di dave eggers, e anche una versione portatile dell'altlante mondiale dell'architettura, e un romanzo italiano che si intitola il fasciocomunista e lo studio di una filosofa femminista sulla voce. incredibile. questo crogiuolo di cose si è accumulato intorno a me come una specie di crosta o di promessa in tutti questi anni. ci sono strati di parole e situazioni dietro ad ognuna di quelle copertine, al motivo per cui sono li. questi libri qui, e le centinaia che ho alle spalle sparsi nella libreria alle mie spalle, infondo sono un po quello che mi rimane, dopo che mi sono scordata di quello a cui mi servivano, dopo che ne ho letto qualche pagina e poi li ho richiusi.

è come un gioco infondo, in cui devo solo capire quali di questi mi servirà riaprire.