martedì 28 novembre 2006

omeostasi

devo preservare
la mia omeostasi celebrale.

panasia

qui dalla mia scrivania nel cuore di nebbia della bassa padana affatico i miei occhi azzurro longobardi davanti a schermi e scartoffie per cercare di capire che succede in giro. dopo sbornie e voglie di metropoli è ora di capirla che noi possiamo essere locali quanto i nostri bisnonni e piu globali del presidente di una multinazionale. giochiamo con questo giochino nuovo, lusingati e frastornati.

e insomma c'è c'è una parola tedesca lunghissima e iperconsonatica per indicare "lo spirito del tempo" quello che bolle in pentola o anche solo semplicemente l'infatuazione generale del momento. da berkeley questa cosa si vedeva benissimo, forse perche bastava guardare un poco piu in la dall'oceano e sorpresa.. l'asia! si camminava per strada e si vedevano solo malefici giappocini che affollavano biblioteche combattivi e pronti a minare alla base la nostra western self confidence, ci si strafogava di sushi e thai brunch al tempio la domenica e di arcane bevande con bollicine gommose...

detto questo, non son piu la, ma le cose infondo procedono cosi.

e quindi mentre mia mamma qui sotto vive nel tempo immobile ciclico-mitico di maria de filippi (un vociare fin troppo distinto raggiunge la mia turris eburnea), spinta dall'ebrezza della suddetta misteriosa espressione consonantica vi metto isieme in cinque minuti la lista di cose che sono curiosa di vedere.. e guarda un po.. tutte hanno gli occhi a mandorla, alllooksame..

( fate il test e vedrete che è cosi)

www.allloksame.com

www. fondsrr.org

www. tamatete.it

www.modena-kusama.it


perlappunto


lunedì 27 novembre 2006

epifanie foucaultiane

il controllo dello spazio e del tempo vitali, dei suoi ritmi anche microscopici, è perlappunto controllo = potere, il potere.

cupspapercups


tutto si rimescola sprigiona prende velocità

letterine di cui eran fatti i miei temi sghembi e lunghi delle elementari e libri e libracci, fumetti e fotoromanzi di mia nonna. foglietti disegnati e scritti che accumulo nei cassetti, letterine stampate rilegate nere e fitte passate attraverso i miei occhi. birre bevute d'un sorso ridendo, centellinate ascoltando, assaporate amareggiando. sapori che conosco a memoria, foto che ho perso. canzoni che ho canticchiato camminando sul marciapiede di qualsiasi città, mezzi pensieri che non avevano ossigeno aria e un posto dove stare.

lo so, le maiuscole le ho perse da un po ma magari poi ci provo.


fragilità, sentimenti aerei, provvisorietà, miracoli quotidiani da quattro soldi, accidenti poetici.

e come disse il poeta

sono acqua che bolle, è il momento che tutto puo succedere.