ordunque. scrivo su papercups abbandonato da tempo mentre medito di chiuderlo, o trasferirlo tramutarlo. come e dove ancora incerto, come incerto il posto dove me ne andro io tra una settimana, un mese un anno. come chiunque abbia visto il laureato, o meglio ancora ci si sia trovato in questa condizione ben sa, tutto ( e niente) puo succedere pochi mesi dopo la laurea. cominciare lavori e smetterli, ritrovarsi a guardare siti web di master in marketing in note università private disprezzate da una vita, form che spiegano come apply per remoti phd per unirsi a studenti di consciusneess studies o anthropology of the future, offerte di lavoro troppo fin troppo concrete come promoter o animatore presso centro commerciale di cusango o tirocini non pagati in multinazionali spagnole di shampoo per la promozione di miss muretto 2008 a padulle bolognese. insomma. non sapere che pesci pigliare. come se improvvisamente avessi la possibilità di sguinzagliarti per il mondo, gettarti nella vita a capofitto, e tutto quello che riesci a fare in concreto, pero, è mandare qualche cv a cui nessuno risponderà, e nemmeno troppo convinta, e nel frattempo cucinare con tua nonna fare il pesto che non lo hai mai fatto in vita tua, comprare la torba all'ipercop e piantare fiori. tuttto quello che riesci a fare è quello, mentre in teoria ora potresti diventare ADULTO. incredibile , he?
e tutto quello che mi viene da fare, a me, in questo momento, non è guardare avanti ma guardare indietro. che è cosi anche nel laureato, lui entra nella sua cameretta da ragazzino, ma non lo è piu. he. ma io nella mia cameretta da ragazzina avevo tanti libri, e stasera ci ho trovato ache un manuale gigante di dreamweaver, che mi aveva rgalato un mio amico al tempo del primo esame di informatica, e libretti e librettini di grafica e phtosohop accumulati negli anni. e ora se ne stanno li, sulla mia scrivania, insieme ad una mela mangiucchiata, un peluche a forma di uccello ottuso, e una macchina fotografica reflex nuova di zecca, la macchina da scrivere olivetti di mio padre di quando a ragioneria facevano fare stenografia, e- attenzione, ora che mi gurado meglio intorno- anche un libro sui tarocchi,uno sul tao, freud e la psicopatologia della vita quotidiana, uno su goedel, escher bach, uno di terzani e uno di dave eggers, e anche una versione portatile dell'altlante mondiale dell'architettura, e un romanzo italiano che si intitola il fasciocomunista e lo studio di una filosofa femminista sulla voce. incredibile. questo crogiuolo di cose si è accumulato intorno a me come una specie di crosta o di promessa in tutti questi anni. ci sono strati di parole e situazioni dietro ad ognuna di quelle copertine, al motivo per cui sono li. questi libri qui, e le centinaia che ho alle spalle sparsi nella libreria alle mie spalle, infondo sono un po quello che mi rimane, dopo che mi sono scordata di quello a cui mi servivano, dopo che ne ho letto qualche pagina e poi li ho richiusi.
è come un gioco infondo, in cui devo solo capire quali di questi mi servirà riaprire.
lunedì 12 maggio 2008
sabato 1 marzo 2008
disarm
disarmata. nuda. tutta da ricominciare.
"come un uomo primitivo, che non ha nessun strumento. solo la sua voce."
"come un uomo primitivo, che non ha nessun strumento. solo la sua voce."
mercoledì 13 febbraio 2008
incredibile. mi laureo. incredibile. io non ci credevo. il mio relatore non aveva dubbi, ma io si. incredibile.
mercoledì 2 gennaio 2008
the kindness of strangers.
life happens
mi disse un acccountant texana sorridendomi sul regionale bologna-piacenza delle 13.27.
so you lost the chance to have a boyfriend on new year's eve
mi disse un special effects guy londinese sulla funivia per il rifugio capanna presena sul tonale.
ci sono nomadi che non stanno fermi e nomadi che ci provano a non stare fermi. ma poi è piu forte di loro e ci sono calamite e maree e pagine da voltare e da riempire. c'è la vita che scorre avanti e il tempo che è ciclico e fa buchi spaziodimensionali tunnel che collegano tempi e il tuo io che ci sguazza dentro cosi. ritrovare pezzi di me. raccattarli.sani principi ci vogliono. sani principi. come ridere e fare l'amore.
mi disse un acccountant texana sorridendomi sul regionale bologna-piacenza delle 13.27.
so you lost the chance to have a boyfriend on new year's eve
mi disse un special effects guy londinese sulla funivia per il rifugio capanna presena sul tonale.
ci sono nomadi che non stanno fermi e nomadi che ci provano a non stare fermi. ma poi è piu forte di loro e ci sono calamite e maree e pagine da voltare e da riempire. c'è la vita che scorre avanti e il tempo che è ciclico e fa buchi spaziodimensionali tunnel che collegano tempi e il tuo io che ci sguazza dentro cosi. ritrovare pezzi di me. raccattarli.sani principi ci vogliono. sani principi. come ridere e fare l'amore.
domenica 16 dicembre 2007
PERSONE DENSE.PERSONE DENSE. lavita che scorre nelle parole convulse l'accatastarsi delle sensazioni, il cercare e scavare la strada come forma nel caos, l'intestardirsi nei confronti della vita, il plasmarla in qualche modo senza arrendersi, il mantenere cervello e cuore lucidi, e lucidarli a poco a poco.
domenica 9 dicembre 2007
avevo ragione io, avevo. quando annusavo l'aria del mondo e vedevo dove tirava quando mi brillavano gli anni negli occhi e la sete di vita. fanculofanculofanculo.
sento la voce di persone che mi ricordano questa cosa qui, questo pezzo di me che ho perso come in una filastrocca grottesca, e mi ci vorrei aggrappare per farmi strascinare da loro indietro avanti somehwhere on the other side of the mirror.
sento la voce di persone che mi ricordano questa cosa qui, questo pezzo di me che ho perso come in una filastrocca grottesca, e mi ci vorrei aggrappare per farmi strascinare da loro indietro avanti somehwhere on the other side of the mirror.
martedì 27 novembre 2007
cielo grigio.
musica scadente alla radio.
cartelloni pubblicitari e insegne affastellate ai lati della strada.
e ancora e ancora. gli spigoli della vita ed è in mezzo a questo che sono cresciuta, che si cresce infondo.
è allora che mi ricordo perchè mi piacciono certe persone.che spuntano li in mezzo, così cacciate a caso in un angolo di mondo e come piantine ne succhiano la linfa, la reciclano, la metabolizzano, la sputano fuori e la depurano. depuratori umani. ecco se potessi esprimere un desiderio, vorrei essere anche io un depuratore umano. grazie.
musica scadente alla radio.
cartelloni pubblicitari e insegne affastellate ai lati della strada.
e ancora e ancora. gli spigoli della vita ed è in mezzo a questo che sono cresciuta, che si cresce infondo.
è allora che mi ricordo perchè mi piacciono certe persone.che spuntano li in mezzo, così cacciate a caso in un angolo di mondo e come piantine ne succhiano la linfa, la reciclano, la metabolizzano, la sputano fuori e la depurano. depuratori umani. ecco se potessi esprimere un desiderio, vorrei essere anche io un depuratore umano. grazie.
lunedì 26 novembre 2007
un boccone alla stricnina mi salverà
... vivrà.
YESS!!
esclamai io mentre clara sorrideva.
la mia prima notizia letta al tg:cane sopravvissuto a boccone mortale di stricnina su colli parmensi. penso alla gara di bellezza in discoteca cremasca di severgnini, alle corse in bicicletta di terzani. io non sono nemmeno dovuta andare la invece: riadattamento di 4 righe di gazzetta di parma. eppure, eppure, chi lo avrebbe mai detto che scrivere il notiziario della coldiretti a stomaco vuoto, circondata da tizie in minigonna, mi avrebbe dato una certa soddisfazione ascetica. he.
YESS!!
esclamai io mentre clara sorrideva.
la mia prima notizia letta al tg:cane sopravvissuto a boccone mortale di stricnina su colli parmensi. penso alla gara di bellezza in discoteca cremasca di severgnini, alle corse in bicicletta di terzani. io non sono nemmeno dovuta andare la invece: riadattamento di 4 righe di gazzetta di parma. eppure, eppure, chi lo avrebbe mai detto che scrivere il notiziario della coldiretti a stomaco vuoto, circondata da tizie in minigonna, mi avrebbe dato una certa soddisfazione ascetica. he.
domenica 25 novembre 2007
cachi arancioni in mezzo al grigio invernale.
punti di equlibrio sui quali sedersi il piu comodamente possibile.
nothing else but that right now.
punti di equlibrio sui quali sedersi il piu comodamente possibile.
nothing else but that right now.
venerdì 23 novembre 2007
Durkeim disse un giorno a qualcuno che si lamentava di non aver piu tempo per leggere: "presto, chiuda a chiave la sua biblioteca! butti via la chiave e corra a rotolarsi tutto nudo nelle foglie morte, oppure impari a guardare una rosa"
sabato 17 novembre 2007
delle volte guido col vino rosso nelle mani le strade che conosco da quando sono nata e delle volte sento il distacco tra me e il mondo aumentare e vedo tutto dall'esterno e vedo tutto come mi stessero prendendo in giro, mi stessero.
come se tutto fosse un enorme giocattolo ma di quelli brutti dei cinesi pagati poco al mercato per farti contenta, due lire per un sorriso finto e niente piu
delle volte sento che la gente non mi vuole. che io vorrei tutti vorrei. vorrei esssere mangiata dal mondo fino a che non finisce piu vorrei sentirmi sul tetto del mondo e buttarmi giu. e invece parole zoppicanti e imperfette storte e asintotiche distanti.
io in questi momenti li capisco i vecchi e i poeti.
dovevo nascere poeta e uomo dovevo. e scoparmi per tristezza occhi lucidi di donne, e frugarci la vita li dentro.
come se tutto fosse un enorme giocattolo ma di quelli brutti dei cinesi pagati poco al mercato per farti contenta, due lire per un sorriso finto e niente piu
delle volte sento che la gente non mi vuole. che io vorrei tutti vorrei. vorrei esssere mangiata dal mondo fino a che non finisce piu vorrei sentirmi sul tetto del mondo e buttarmi giu. e invece parole zoppicanti e imperfette storte e asintotiche distanti.
io in questi momenti li capisco i vecchi e i poeti.
dovevo nascere poeta e uomo dovevo. e scoparmi per tristezza occhi lucidi di donne, e frugarci la vita li dentro.
la cura.
è un arte, la cura.
mica è cosi immediato caprine gli ingredienti. mica è cosi facile volersi bene. provate voi, provate.
è un arte, la cura.
mica è cosi immediato caprine gli ingredienti. mica è cosi facile volersi bene. provate voi, provate.
mercoledì 14 novembre 2007
nwnk
YESSSSSSSSSSSSSSSSSSSS
VOGLIO LANCIARE UN URLO COSMICO E BALLARE SUL TETTO DI CASA
VOGLIO CORRERE E SALTELLARE
E TUTTE QUELLE COSE LI
Non lo so perhce ma per un attimo il mio cervellino si è sentito meglio.
lo sento, deve esserci qualche sostanza che è entrata in circolo, che mi dice
che sono normale e senza patina grigiastra addossso.
che le cose possono funzionare, che everything is gonna be all right.
VOGLIO LANCIARE UN URLO COSMICO E BALLARE SUL TETTO DI CASA
VOGLIO CORRERE E SALTELLARE
E TUTTE QUELLE COSE LI
Non lo so perhce ma per un attimo il mio cervellino si è sentito meglio.
lo sento, deve esserci qualche sostanza che è entrata in circolo, che mi dice
che sono normale e senza patina grigiastra addossso.
che le cose possono funzionare, che everything is gonna be all right.
martedì 13 novembre 2007
sorrido,sommessamente ma sorrido
mentre mi dicono, "non so, non ti è mai successo prima,
pero se provi a fare qualcosa poi le cose migliorano."
non scalare una montagna, ma muovere un piede o una mano.
mentre mi dicono, "non so, non ti è mai successo prima,
pero se provi a fare qualcosa poi le cose migliorano."
non scalare una montagna, ma muovere un piede o una mano.
lunedì 12 novembre 2007
sguazzzando sguazzando
nella stagione morta e nelle parole accatastate
nel lento ribollire di tutto
sentimenti compresi
fottutissssimi sentimenti
residuo atavico, altrochè.
nella stagione morta e nelle parole accatastate
nel lento ribollire di tutto
sentimenti compresi
fottutissssimi sentimenti
residuo atavico, altrochè.
domenica 11 novembre 2007
lamentatio,once again ( lo avevo scritto per altrui, ma me lo tengo per me)
logico finale
ci sono momenti in cui tutto si arresta. il pensiero, l'energia vitale, persino la semiosi, la rincorsa a perdifiato degli interpretanti. io la tesi l'ho schivata, e accarezzata col pensiero milioni di volte: un edificio poderoso e compatto, dal quale far sprigionare del nuovo attraverso parole d'altri. meravigliosa e cangiante creatura, ribollente come la semiosfera, frutto di stagione della vita pulsionale del mio pensiero. e invece. e invece poi uno si accorge che il tempo è passato, che le energie sono poche e le pagine tante, che la vita si arresta quando finiscono i corsi, che diventare grandi è complicato e un po traumatico. tutte queste cose qui sono la tesi, mica solo un accozzaglia di paroline accatastate in qualche modo. ed ecco che improvvisamente capisco lo sguardo vacuo della gente, la loro disperazione sommessa e la loro vitalità addomesticata, ciò che avevo sfiorato con gli occhi ma mai compreso per benino.
e ora, quindi, sono anche io un caso umano da tesi, e dei peggiori signori miei. venticinque anni trascinati attraverso pagine intricate come labirinti, o corridoi di un dipartimento poco illuminato. l'aria e la luce di ottobre che si spegne nell'aria e la luce di novembre senza che niente veramente muti. il tempo che perde sapore e le parole che perdono direzione.
non c'è traccia in me della vitalità intellettuale che mi ha sospinta in un modo o in un altro fino a qui. dello sprezzo per le posizioni troppo facili e i pensieri comodi e addormentati. il caos come buco nero, non come aggregato di complessità. le parole non sono forse che vacui appigli sul caos, sembra in fondo dirmi tutto quello che scrivo e penso. alle quali anche io mi appiglio senza troppa convinzione.
e come capisco ora il tenente drogo che anni fa mi sembrava una figurina letteraria malritagliata. e gli adulti, gli adulti nel loro irrigidito sottostare al fluire del tempo, nel loro rifugiarsi all'interno dei nidi che si sono costruiti come fortezze. eccoli li. eccoli li che mi assomigliano sempre di piu, come lo sguardo di mia madre nel mio specchio la mattina.
e su questo, ci potrei scrivere una tesi.
ci sono momenti in cui tutto si arresta. il pensiero, l'energia vitale, persino la semiosi, la rincorsa a perdifiato degli interpretanti. io la tesi l'ho schivata, e accarezzata col pensiero milioni di volte: un edificio poderoso e compatto, dal quale far sprigionare del nuovo attraverso parole d'altri. meravigliosa e cangiante creatura, ribollente come la semiosfera, frutto di stagione della vita pulsionale del mio pensiero. e invece. e invece poi uno si accorge che il tempo è passato, che le energie sono poche e le pagine tante, che la vita si arresta quando finiscono i corsi, che diventare grandi è complicato e un po traumatico. tutte queste cose qui sono la tesi, mica solo un accozzaglia di paroline accatastate in qualche modo. ed ecco che improvvisamente capisco lo sguardo vacuo della gente, la loro disperazione sommessa e la loro vitalità addomesticata, ciò che avevo sfiorato con gli occhi ma mai compreso per benino.
e ora, quindi, sono anche io un caso umano da tesi, e dei peggiori signori miei. venticinque anni trascinati attraverso pagine intricate come labirinti, o corridoi di un dipartimento poco illuminato. l'aria e la luce di ottobre che si spegne nell'aria e la luce di novembre senza che niente veramente muti. il tempo che perde sapore e le parole che perdono direzione.
non c'è traccia in me della vitalità intellettuale che mi ha sospinta in un modo o in un altro fino a qui. dello sprezzo per le posizioni troppo facili e i pensieri comodi e addormentati. il caos come buco nero, non come aggregato di complessità. le parole non sono forse che vacui appigli sul caos, sembra in fondo dirmi tutto quello che scrivo e penso. alle quali anche io mi appiglio senza troppa convinzione.
e come capisco ora il tenente drogo che anni fa mi sembrava una figurina letteraria malritagliata. e gli adulti, gli adulti nel loro irrigidito sottostare al fluire del tempo, nel loro rifugiarsi all'interno dei nidi che si sono costruiti come fortezze. eccoli li. eccoli li che mi assomigliano sempre di piu, come lo sguardo di mia madre nel mio specchio la mattina.
e su questo, ci potrei scrivere una tesi.
venerdì 19 ottobre 2007
sisifo.
come togliersi di dosso un macigno. pesantissimo.
talmente pesante che nessuno se lo immagina. non che i miei problemi siano risolti,he.
anzi è appena l'inzio. pero niente piu incubi la notte addio pianti, addio tutto.
lucidità. qualcuno con cui parlare e che mi dice cosa fare.
riprendere in mano le cose. cosi.
è autunno ma sembra quasi un po primavera.
talmente pesante che nessuno se lo immagina. non che i miei problemi siano risolti,he.
anzi è appena l'inzio. pero niente piu incubi la notte addio pianti, addio tutto.
lucidità. qualcuno con cui parlare e che mi dice cosa fare.
riprendere in mano le cose. cosi.
è autunno ma sembra quasi un po primavera.
domenica 7 ottobre 2007
vuotare sottrarre,fare spazio mettere via
e ripartire laddove ho abbandonato.
dalle frasi scritte dietro ai libri e dalla ciò che di me sembrava scappato.
alla fine la risposta è sempre in un posto dove sei già stato, disse lui.
e ripartire laddove ho abbandonato.
dalle frasi scritte dietro ai libri e dalla ciò che di me sembrava scappato.
alla fine la risposta è sempre in un posto dove sei già stato, disse lui.
lunedì 1 ottobre 2007
il soggetto echiano è negli avverbi, tanto quanto la mia tesi è nelle note a piè di pagina.
quanto è piu facile esprimere un pensiero laterale, marginale, di minoranza. che sai avrà un inizio e una fine, rimarrà la, punzecchiante e preso non troppo sul serio, suggellante e contrappuntante.
poche pretese,molto stupore, liberta di sincerità ed azione. se trasportassi le mie noticine nel corpo della tesi, mi dico. che succederebbe. il caos la ribellione, un rivolgimento di pensieri e modi inaudito. eppure, niente di piu adatto ad questo parto di un mostricione discorsivo di ottantapagine, tutte ruotanti intorno ad un gigantesco centro. vuoto.
quanto è piu facile esprimere un pensiero laterale, marginale, di minoranza. che sai avrà un inizio e una fine, rimarrà la, punzecchiante e preso non troppo sul serio, suggellante e contrappuntante.
poche pretese,molto stupore, liberta di sincerità ed azione. se trasportassi le mie noticine nel corpo della tesi, mi dico. che succederebbe. il caos la ribellione, un rivolgimento di pensieri e modi inaudito. eppure, niente di piu adatto ad questo parto di un mostricione discorsivo di ottantapagine, tutte ruotanti intorno ad un gigantesco centro. vuoto.
domenica 30 settembre 2007
sabato 29 settembre 2007
mercoledì 26 settembre 2007
l'inerzia è un meccanismo potentissimo, da non sottovalutare. centra con l'abitudine, il lavorio lento di quello che ci sta intorno, le scosse impercettibili che precedono quelle telluriche. con le cose che respiriamo invisibili, con la nosta nicchia di mondo, con quell'espressione intraducibile che c'era nella versione di greco della maturita, quella che diceva che noi cadiamo come semi in un angoletto. a me l'inerzia alle volte sta simpatica. stranamente simpatica.
domenica 23 settembre 2007
venerdì 21 settembre 2007
oltre lo specchio
nonloso come ma ho avuto un rigetto. nemmeno dalla tesi, che in qualche modo si concludera. ma dal mio modus pensandi di questi ultimi tempi, che poi ultimi tanto non sono. mi inquino l'aria, e perdo lucidità. e faccio tutto da sola.incredibile ma vero.
ergo. ci vorrebbe un rivolgimento copernicano, ci vorrebbe. e siccome non so bene come praticarlo, indecisa tra l'andare a pranzo in cascina coi buddisti cremonesi e a parlare finalmente col mio prof della tesi, mi sono messa a leggere alice nel paese delle meraviglie, cercando di capire se mettersi a testa in giu e parlare con i propri piedi possa essere una valida forma di rivoluzione copernicana. chisa.
sono oltre lo specchio ora.
ergo. ci vorrebbe un rivolgimento copernicano, ci vorrebbe. e siccome non so bene come praticarlo, indecisa tra l'andare a pranzo in cascina coi buddisti cremonesi e a parlare finalmente col mio prof della tesi, mi sono messa a leggere alice nel paese delle meraviglie, cercando di capire se mettersi a testa in giu e parlare con i propri piedi possa essere una valida forma di rivoluzione copernicana. chisa.
sono oltre lo specchio ora.
mercoledì 19 settembre 2007
appena sotto le nuvole
mi sono ripigliata, finalmente.
e mi rendo conto come al solito di essere maledettamente ETERODETERMINATA da flussi biologici, ora più che mai. ormonali, ora piu che mai.
mi dico non è possibile mi dico non puoi stare meglio solo per questo. e invece si. ho la testa sgombra, non piango, agisco razionlmente, non mi incazzo per niente. sono una persona normale,
o almeno mi è dato di esserlo..
ps. per livia. anche io porco cane amavo cristina donà. ho un suo libro, che assomiglia alle sue (vecchie) canzoni. sai qual'è?
e mi rendo conto come al solito di essere maledettamente ETERODETERMINATA da flussi biologici, ora più che mai. ormonali, ora piu che mai.
mi dico non è possibile mi dico non puoi stare meglio solo per questo. e invece si. ho la testa sgombra, non piango, agisco razionlmente, non mi incazzo per niente. sono una persona normale,
o almeno mi è dato di esserlo..
ps. per livia. anche io porco cane amavo cristina donà. ho un suo libro, che assomiglia alle sue (vecchie) canzoni. sai qual'è?
forse non ho nulla da scrivere. sono giorni che parlo tra me e il mio cervello e il mio cuore malconcio. i nervi a fior di pelle, l'indecisione cronica, l'amore lontano e duro e tutto quello che ne consegue. sono questi momenti da cui uno ne esce un po per miracolo un po per inerzia, e io aspetto solo di uscirne in qualche modo, di essere sospinta da un'intuizione, e sperare sia quella giusta. tarocchi ed orscopi profetici remano contro lo sguardo e le parole pragamatiche dei miei amici. io cerco di distrarmi interessandomi alla situazione internazionale sul giornale, alla moglie di pavarotti, a qualsiasi arma di distrazione di massa sia a portata di mano. mappoi,alla fine, le cose da dire e da pensare sono sempre solo quelle due o tre, come diceva il mio professore del liceo. e se si è artisti, allora si trova un modo che altri non hanno ancora avuto. è una questione di intensità, di modulazione, di stile. cose astrattissime ma palpabili e respirabili nell'aria in realtà. palpo nell'aria un po di animal collective e mucche della cascina accanto. sento la voglia di un'altra pelle appiccicata alla mia di un abbraccio anche solo. sento la voglia della mia vita tra le mani di nuovo in mano come un cono gelato.
giovedì 13 settembre 2007
sto meglio. non so perche, sto meglio.
è che oggi mi han chiamato due voci maschili da tokyo e da monaco.
e mi sentivo una bambina piccola, accudita dopo tanto.
io alle volte non me ne rendo conto, ma infondo infondo sono diventata sempre piu sola in questi anni. si ma perchè è logico, è la maniera in cui funzionano le cose, e non è che non abbia amici, difficoltà a intraprendere rapporti personali, niente di tutto ciò. è che la mia vita eremita di ora, le condizioni strutturali, insomma ti sradicano e ti tolgono dal gruppo di quelli che escono in venti a mangiare la pizza il sabato sera. con buona pace degli studi sul target e tutto il resto. io i miei amici li vedo pochissimo, persino il mio ragazzo e il mio ex e l'altro ex ancora. la maggior parte delle persone amiche sono nomini su messenger e su gtalk, che si illuminano ogni tanto. e i professori debrajati anche loro, nelle parole fitte e sottolineate dei libri. non è sempre stato cosi, ci ho messo un po per assimilarlo. non durerà per sempre, è un interstizio. che ti fa percepire te e l'intorno in maniera un o alienata, e proprio alle volte hai bisogno pero. anche solo del tepore di una voce lontana.
e cosi, cosi, senza troppa nostalgia della pizza in venti, ma mangiandone una dal cartone in casa mia, mi sono sentita meglio stasera.
è che oggi mi han chiamato due voci maschili da tokyo e da monaco.
e mi sentivo una bambina piccola, accudita dopo tanto.
io alle volte non me ne rendo conto, ma infondo infondo sono diventata sempre piu sola in questi anni. si ma perchè è logico, è la maniera in cui funzionano le cose, e non è che non abbia amici, difficoltà a intraprendere rapporti personali, niente di tutto ciò. è che la mia vita eremita di ora, le condizioni strutturali, insomma ti sradicano e ti tolgono dal gruppo di quelli che escono in venti a mangiare la pizza il sabato sera. con buona pace degli studi sul target e tutto il resto. io i miei amici li vedo pochissimo, persino il mio ragazzo e il mio ex e l'altro ex ancora. la maggior parte delle persone amiche sono nomini su messenger e su gtalk, che si illuminano ogni tanto. e i professori debrajati anche loro, nelle parole fitte e sottolineate dei libri. non è sempre stato cosi, ci ho messo un po per assimilarlo. non durerà per sempre, è un interstizio. che ti fa percepire te e l'intorno in maniera un o alienata, e proprio alle volte hai bisogno pero. anche solo del tepore di una voce lontana.
e cosi, cosi, senza troppa nostalgia della pizza in venti, ma mangiandone una dal cartone in casa mia, mi sono sentita meglio stasera.
domenica 9 settembre 2007
done
ok. è il momento in cui spengo il computer, o almeno davvero vorrei. les jeux sont faits, more or less.
sabato 8 settembre 2007
che bello. non dormo, sono tesa e agitata. ma mi è venuta questa idea, che se mi viene mi salva. da me stessa da quest'anno storto, dai miei desideri e dal mio empasse esistenziale.
butto a mare un po di me e ritrovo il mio amore per la vita e per le cose complicate e miracolose, e per le persone che miracolosamente mi danno fiducia.
ancora mille moduli da riempire. ma rincorrere qualcosa è tutto quello che desidero infondo infondo.
butto a mare un po di me e ritrovo il mio amore per la vita e per le cose complicate e miracolose, e per le persone che miracolosamente mi danno fiducia.
ancora mille moduli da riempire. ma rincorrere qualcosa è tutto quello che desidero infondo infondo.
martedì 4 settembre 2007
quattro umoni e una marta
eccommi abbronzata a piedi nudi alla scrivania, in un pomeriggio di pioggia settembrina.
sono stata rapita da un caper freak omologato per 4 persone, in cui abbiamo dormito in 5 senza lavarci girovagando per la toscana per 3 giorni. risate. affetto. bisticci, ironia, imporvvisazione, curiosità. si sta bene cosi, sospesi sulla propria vita e sul mondo. il sapore della libertà e dei capelli salati dei vestiti spaiati, delle parole in toscano, della gente a cui vuoi bene. i posti che ti hanno adottato, le tue case sparse nel mondo.
si sta bene anche se poi si prende il treno e si torna a capofitto su tutto quello che ho lasciato da parte a casa, nella periferia e nel centro del proprio egogentrico impero.
leggo parole nere e fitte, attendo risposte. a poco a poco ricostruisco la roccaforte del mio ego, la scorza della mia individualità.
piove e mi faccio un te sotto la pioggia, leggendo. e penso quanto di me ci sia in questo gesto, e a quanto non riesca che a essere che cosi.
sono stata rapita da un caper freak omologato per 4 persone, in cui abbiamo dormito in 5 senza lavarci girovagando per la toscana per 3 giorni. risate. affetto. bisticci, ironia, imporvvisazione, curiosità. si sta bene cosi, sospesi sulla propria vita e sul mondo. il sapore della libertà e dei capelli salati dei vestiti spaiati, delle parole in toscano, della gente a cui vuoi bene. i posti che ti hanno adottato, le tue case sparse nel mondo.
si sta bene anche se poi si prende il treno e si torna a capofitto su tutto quello che ho lasciato da parte a casa, nella periferia e nel centro del proprio egogentrico impero.
leggo parole nere e fitte, attendo risposte. a poco a poco ricostruisco la roccaforte del mio ego, la scorza della mia individualità.
piove e mi faccio un te sotto la pioggia, leggendo. e penso quanto di me ci sia in questo gesto, e a quanto non riesca che a essere che cosi.
domenica 26 agosto 2007
io ora sprizzo di energia. non so come sia. sono nella merda come al solito ma infondo infondo credo che andra tutto bene. la tua specialità è cacciarti in situazioni incredibilemente difficili per poi uscirne in qualche modo, mi disse qualcuno quasi dieci anni fa a questo punto. e nel frattempo penso al raccontino che mi ha venduto una ragazza per strada a portland, penso a simone che è a berkeley a cercare una caosa con parquet, penso a me senza soldi senza cellulare senza apporto famigliare senza boh non so eppure con la vita che mi scoppia tra le mani penso che se tutta questa energia che ho addosso dovesse scontrarsi con qualcosa qualsiasi cosa tutto inzierebbe a girare magicamente. non so, non so.
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