eccommi abbronzata a piedi nudi alla scrivania, in un pomeriggio di pioggia settembrina.
sono stata rapita da un caper freak omologato per 4 persone, in cui abbiamo dormito in 5 senza lavarci girovagando per la toscana per 3 giorni. risate. affetto. bisticci, ironia, imporvvisazione, curiosità. si sta bene cosi, sospesi sulla propria vita e sul mondo. il sapore della libertà e dei capelli salati dei vestiti spaiati, delle parole in toscano, della gente a cui vuoi bene. i posti che ti hanno adottato, le tue case sparse nel mondo.
si sta bene anche se poi si prende il treno e si torna a capofitto su tutto quello che ho lasciato da parte a casa, nella periferia e nel centro del proprio egogentrico impero.
leggo parole nere e fitte, attendo risposte. a poco a poco ricostruisco la roccaforte del mio ego, la scorza della mia individualità.
piove e mi faccio un te sotto la pioggia, leggendo. e penso quanto di me ci sia in questo gesto, e a quanto non riesca che a essere che cosi.
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