mercoledì 19 settembre 2007

forse non ho nulla da scrivere. sono giorni che parlo tra me e il mio cervello e il mio cuore malconcio. i nervi a fior di pelle, l'indecisione cronica, l'amore lontano e duro e tutto quello che ne consegue. sono questi momenti da cui uno ne esce un po per miracolo un po per inerzia, e io aspetto solo di uscirne in qualche modo, di essere sospinta da un'intuizione, e sperare sia quella giusta. tarocchi ed orscopi profetici remano contro lo sguardo e le parole pragamatiche dei miei amici. io cerco di distrarmi interessandomi alla situazione internazionale sul giornale, alla moglie di pavarotti, a qualsiasi arma di distrazione di massa sia a portata di mano. mappoi,alla fine, le cose da dire e da pensare sono sempre solo quelle due o tre, come diceva il mio professore del liceo. e se si è artisti, allora si trova un modo che altri non hanno ancora avuto. è una questione di intensità, di modulazione, di stile. cose astrattissime ma palpabili e respirabili nell'aria in realtà. palpo nell'aria un po di animal collective e mucche della cascina accanto. sento la voglia di un'altra pelle appiccicata alla mia di un abbraccio anche solo. sento la voglia della mia vita tra le mani di nuovo in mano come un cono gelato.

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