domenica 25 marzo 2007
lunedì 19 marzo 2007
sospiro un respiro
tempeste e maree emotive ed esistenziali
passano
finalmente
e quando ti ritrovi nel mezzo delle cose nel mezzo dei tuoi occhi
e non a urlare infelicità non tue
eccoti che c'eri
e prima dove?
qui.
passano
finalmente
e quando ti ritrovi nel mezzo delle cose nel mezzo dei tuoi occhi
e non a urlare infelicità non tue
eccoti che c'eri
e prima dove?
qui.
mercoledì 14 marzo 2007
mercoledì 7 marzo 2007
vertigo

sulle pagine della sua dispensa barocca il mio prof buono mi spiega perche ho vomitato quel paio di volte l'esame del mio prof cattivo. davvero. mi dice che serviva per ri-inizializzare attraverso un ragionamento figurale la valenza stessa del volere per una forma di vita.
insomma dovevo uscire da un impasse.
e unico modo per uscire da impasse è fare. qualcosa. non si sa bene cosa.
per esempio farsi trascinare a milano ancora, in un locale incredibile pieno di modelle, giapponesi, accessori pitonati e gente in kilt e maglietta verde-bianca, a mangiare in pescherie vuote o a camminare per brera coi piedi zuppi con le stesse scarpe di quella volta con i piedi zuppi a sanfrancisco.
sentirsi provvisori, attaccati ad un filo ma protetti, senza soldi in tasca ma con un amico accanto, senza protezioni ma con un paracadute, senza un lavoro ma con tante buone parole. eppoi avere ancora l'incanto e il gusto di perdersi in un bicchiere di vino. come dice anna, che anche lei è toro e il toro entra in venere ora e noi lo stiamo sentendo eccome, ecco, io vivrei per questi momenti.
momenti da nulla di bicchieri che luccicano, frasi quasi non dette, posate di plastica. e ancora una superficie consumata, uno sguardo qualcosa che si ferma, il fluire. l'aura del possibile, del bacio non dato, l'attesa, l'imperfezione, forse semplicemente, come diceva il vecchio saggio.
se qualcuno mi avessse detto anni fa che avrei passato i miei ventiquattro anni cosi, attaccata a queste cose, io gli avrei riso in faccia. e invece. eccomi qui. che rischio di finire in danimarca a correre dietro a bimbi undicenni, con una corona di alloro davanti a plotoni di prof, a lavorare a milano, a dormire in un letto matrimoniale margini di stanford, a mangiare gelato a venice beach.
eppoi come posso
non soffrire di vertigini.
sabato 3 marzo 2007
malagnino
allora c'è questo ragazzo dell'ottantacinque, mi ha detto il mio amico gas, che fa questi dischi molto molto superindie homemade grezzi ma carini, con dentro gente che canta sotto la doccia, cellulari nokia e vicini di casa e cantanti veri, tutto mischiato. e te li spedisce in cambio di cose, li puoi avere con il baratto. tipo che tu gli scrivi, e gli dici " ti do una gallina, un quadro, un qualsiasi cosa, tu cosa mi dai in cambio? " eppoi lui ti manda questo pacco incartato in cartacce caotiche e colorate con dentro i suoi ciddi a loro volta incartati in maniera strana, lowbudget etc.
lui si chiama malagnino, e ha molta voglia di farla sta cosa. e a me piace la gente che ha molta voglia di farla sta cosa. eccolo:
www.nuovamusicarurale.it
lui si chiama malagnino, e ha molta voglia di farla sta cosa. e a me piace la gente che ha molta voglia di farla sta cosa. eccolo:
www.nuovamusicarurale.it
pink moon
pink moon nell'aria accesa
musica rubata tempo fa
poesie di sanguineti tra i collegamenti neuronali
come giunture dei miei avambracci
essere porosi
essere curiosi
già dono e conquista
venerdì 2 marzo 2007
springtime
eccomi
ho fatto esame vomitando la mattina alle sette appena sveglia, perdendo il treno e arrivando tre ore dopo il previsto, facendo passare cinque ore di nausea con libri e valigie, facendo slalom tra domande sillogistiche a me ignote e bidelli che vogliono andare a casa, sopportando anche aperitivo con profstesso accanto e amici che si lecchineggiano di fronte a lui - il test di dottorato, tempo dell'accoppiamento accademico, è alle porte.
eppoi. raccolta per strada, cibata, accudita. rassicurata sulla mia non-inettutidine, mi sono sentita meglio. che alla fine vedi quello che conta è la stima delle persone, il parlare chiaro, il sorriso e la mano al momento giusto, l'umilta e l'apertura, l'onesta. che è facile perderli, e cosi anche le persone migliori finiscono per non valere piu nulla. perche non si puo valere solo per se stessi.
e ordunque arrivo a casa ed è primavera. uccellini cinguettano e finalmente è bello vivere in campagna, e avere una bici e dei campi la fuori.
sorrido al bigliettaio, cammino a passo svelto in stazione con le mie tre valigie marroni.
non sono ancora pronta. ma sono in mezzo. e il mezzo non è una media, ma il punto dove le cose prendono velocità.
ho fatto esame vomitando la mattina alle sette appena sveglia, perdendo il treno e arrivando tre ore dopo il previsto, facendo passare cinque ore di nausea con libri e valigie, facendo slalom tra domande sillogistiche a me ignote e bidelli che vogliono andare a casa, sopportando anche aperitivo con profstesso accanto e amici che si lecchineggiano di fronte a lui - il test di dottorato, tempo dell'accoppiamento accademico, è alle porte.
eppoi. raccolta per strada, cibata, accudita. rassicurata sulla mia non-inettutidine, mi sono sentita meglio. che alla fine vedi quello che conta è la stima delle persone, il parlare chiaro, il sorriso e la mano al momento giusto, l'umilta e l'apertura, l'onesta. che è facile perderli, e cosi anche le persone migliori finiscono per non valere piu nulla. perche non si puo valere solo per se stessi.
e ordunque arrivo a casa ed è primavera. uccellini cinguettano e finalmente è bello vivere in campagna, e avere una bici e dei campi la fuori.
sorrido al bigliettaio, cammino a passo svelto in stazione con le mie tre valigie marroni.
non sono ancora pronta. ma sono in mezzo. e il mezzo non è una media, ma il punto dove le cose prendono velocità.
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