domenica 27 maggio 2007
sabato 26 maggio 2007
venerdì 25 maggio 2007
piedi stanchi testa piena
i miei piedi da cameriera e studente itinerante mi fanno male, mentre la testa brurica di pensieri semiotici indistinti ma prepotenti e fertili. è importante questo stato mentale, lo so. è una specie di stato di grazia, mi arriva sempre verso giugno, quando posso vestirmi di verde e pallini e penso a dove saro tra un mese in un posto nuovo da mangiarmi con gli occhi e il cuore.
è il tempo ciclico, eppure inesorabilmente lineare alle volte. gente della mia eta si sposa e laure lavora intorno, la struttura mi suggerisce dove collocarmi, io come casella vuota fuggo manco al mio posto inseguo me stessa dove non sono.
è l'inizio dell'estate e saltando un oceano cerco di prolungare la primavera, cerco non di desiderare le certezze che mi mancano, ma dondolarmi a sufficienza sulle domande che mi crescono. e nell'amore, succedono spesso ste cose. conservare congelata l'alba di un amore che dura, come fossimo gli stessi,il tempo incontrollato fa salti quantici, e ci serve per confornderci e rassicurarci sulla sua e la nostra malleabilità e consistenza. come quando ci si parla per la prima volta e si sente profumo di passato, come quando ci si stringe e si sente sapore di futuro.
mille di quegli attimi, come piccoli orgasmi, in testa.
come salvarli, incanalarli, tradurli, allenarli, questa l'eterna domanda.
è il tempo ciclico, eppure inesorabilmente lineare alle volte. gente della mia eta si sposa e laure lavora intorno, la struttura mi suggerisce dove collocarmi, io come casella vuota fuggo manco al mio posto inseguo me stessa dove non sono.
è l'inizio dell'estate e saltando un oceano cerco di prolungare la primavera, cerco non di desiderare le certezze che mi mancano, ma dondolarmi a sufficienza sulle domande che mi crescono. e nell'amore, succedono spesso ste cose. conservare congelata l'alba di un amore che dura, come fossimo gli stessi,il tempo incontrollato fa salti quantici, e ci serve per confornderci e rassicurarci sulla sua e la nostra malleabilità e consistenza. come quando ci si parla per la prima volta e si sente profumo di passato, come quando ci si stringe e si sente sapore di futuro.
mille di quegli attimi, come piccoli orgasmi, in testa.
come salvarli, incanalarli, tradurli, allenarli, questa l'eterna domanda.
martedì 22 maggio 2007
mi sveglio tra le coperte optical della mansarda, tra la luce e i cinguettii di questo posto gia di per se surreale. sola nel letto, come sempre. apro il computer e leggo che ad un oceano di distanza, un neoingnegnere della intel che peraltro possiede un esserino testone ed un fotografo di pesci norvegese che peraltro possiede un gatto stanno pensando come procurarmi una scrivania per quando arrivero. guardo la mia valigia gialla li aperta, pronta a contenere i miei 32 kili di libri. penso ai fili che collegano le persone, che nei momenti peggiori diventano pesanti e costrittivi, e in quelli migliori si fanno fluttuanti, danzanti, casuali e poetici. sorrido e vado a mangiare risotto.
lunedì 21 maggio 2007
venerdì 18 maggio 2007
distesi
il mio oroscopo diceva che mi sarei divertita, che ci avrei preso gusto. e per una volta ho deciso di darlgi fiducia. ho iniziato a scrivere e basta. la mia amica piu piccola si chiede dall'altro della sua piccolezza perhce abbia tanta paura di crescere, perche pensi cosi tanto al negativo, abbia paura di porte in faccia, veda tutto sotto l'onda delle mie insicurezze. io lo so, ma non lo dico. perchè troppo facile scaricare le colpe proprie sugli altri. però quello che è importante, è essere capaci di fare autocritica, e capire. che bisogna prenderci gusto nelle cose. bisogna divertirsi a farle. e poi io se non mi diverto, se non mi piace, non ci riesco. è cosi da sempre, e cosi semplice. e cosi, come una volta, come quando davvero vivevo di questo, mi sono messa a scrivere. poco importa persino che quello che sto scrivendo sia la mia tesi, senza libri citati fra parentesi o maiuscole, solo un grande calderone di idee che prendono forma, per adesso. l'importante è ricorrere a perdifiato lungo le theorie di letterine nere i propri pensieri, e vedere che cosi prendono forma, si apre uno spazio, e l'aria ci circola dentro. si sta meglio, cosi distesi e divertiti. spero che duri. ed è cosi che deve essere.
martedì 8 maggio 2007
domenica 6 maggio 2007
hopipolla
hopipolla ad alto volume il pomeriggio per la mansarda. ho finito di mettere a posto. tutto pulito. mentre cerco di riordinare pensieri.
ho avuto la mia festa delle medie e come sempre la parte migliore in queste cose è la gratitudine per la gente che ti vuole bene. e il pensiero e la speranza che anche quando c'è il resto intorno e il tempo per raccontarsi tutto quello che si vorrebbe loro lo capiscano come vorresti.
accatasto i regali sopra la pila di libri li per la tesi, spazzo il pavimento, in mezzo alla musica penso a questo mese passato come una preparazione, come perenni pulizie di primavera. in senso stretto e anche non. e come disse basso: non ditermi che anche voi non fate cosi. prima di studiare vi siedete alla scrivania, mettete a posto le biro sul tavolo, fate la punta alla matita.
prendete la ricorsa, chepoi sara tutto d'unfiato.
ho avuto la mia festa delle medie e come sempre la parte migliore in queste cose è la gratitudine per la gente che ti vuole bene. e il pensiero e la speranza che anche quando c'è il resto intorno e il tempo per raccontarsi tutto quello che si vorrebbe loro lo capiscano come vorresti.
accatasto i regali sopra la pila di libri li per la tesi, spazzo il pavimento, in mezzo alla musica penso a questo mese passato come una preparazione, come perenni pulizie di primavera. in senso stretto e anche non. e come disse basso: non ditermi che anche voi non fate cosi. prima di studiare vi siedete alla scrivania, mettete a posto le biro sul tavolo, fate la punta alla matita.
prendete la ricorsa, chepoi sara tutto d'unfiato.
giovedì 3 maggio 2007
mio fratello è figlio unico
volevo linkare una recensione gia fatta e bene, o l'intervista al regista che parla per metafore leggere. ma il link mi si inceppa e quidni dico quello che mi passa per la testa e fine.
ho visto mio fratello è figlio unico qualche ora fa, ma ancora adesso ci sono ancora a meta dentro. alla fine capita spesso, e solo alle volte me ne rendo conto. capita che vai al cinema con una persona, e senza nemmeno accorgerti dentro quella caverna platonica voi state li e il vostro inconscio assorbe piu di quanto credete.
e,che ne so, mi è capitato di vedere in un film in cui c'è questa scena di pompino straniante e poetica e dopo mezzora mi rirovo senza accorgermente a replicare quella stesssa scena, come un automatismo. (qui si apre un enorme varco per battute di ogni specie. me le faccio anche io mentalmente che credete,ma le narcotizzo, fatelo anche voi, susu)
percio stasera ho visto questo film di amori taciuti e insieme urlati, di gente e passioni che sanno di casa minestrone e sguardi nervosi e vita che urla e scorre nelle vene, e mi sono ritrovata a replicare quell'abbraccio e quella stretta disperata e viscerale dopo pochi minuti dentro la macchina nel parcheggio dell'ipercop, mentre fuori pivoeva.
e se fossi un regista non vorrei che questo da un mio film, averci messo dentro talmente tanto che poi perforza un po ne deve straripare.
ho visto mio fratello è figlio unico qualche ora fa, ma ancora adesso ci sono ancora a meta dentro. alla fine capita spesso, e solo alle volte me ne rendo conto. capita che vai al cinema con una persona, e senza nemmeno accorgerti dentro quella caverna platonica voi state li e il vostro inconscio assorbe piu di quanto credete.
e,che ne so, mi è capitato di vedere in un film in cui c'è questa scena di pompino straniante e poetica e dopo mezzora mi rirovo senza accorgermente a replicare quella stesssa scena, come un automatismo. (qui si apre un enorme varco per battute di ogni specie. me le faccio anche io mentalmente che credete,ma le narcotizzo, fatelo anche voi, susu)
percio stasera ho visto questo film di amori taciuti e insieme urlati, di gente e passioni che sanno di casa minestrone e sguardi nervosi e vita che urla e scorre nelle vene, e mi sono ritrovata a replicare quell'abbraccio e quella stretta disperata e viscerale dopo pochi minuti dentro la macchina nel parcheggio dell'ipercop, mentre fuori pivoeva.
e se fossi un regista non vorrei che questo da un mio film, averci messo dentro talmente tanto che poi perforza un po ne deve straripare.
mercoledì 2 maggio 2007
martedì 1 maggio 2007
venticinque
ho venticinque anni ragazzi miei.
si. e ora davvero dovrei fare qualcosa per guarire la mia sindrome di peterpan. i miei piu acuti amici piu giovani me l'hanno diagnosticata da tempo, e in diverse occasioni, cosi come i miei genitori e il resto del mondo intorno a me che si ostina ad invecchiare. e io? e io boh. nell'indecisione meglio fermarsi un momento. e contare. solo che io probabilmente ho deciso di contare un pochino piu a lungo, giusto perhce non si sa mai, he. ma in effetti prima o poi. tocchera anche a me.
il mio compleanno l'ho passato portata al mare, in una casa grande con le finestre da cui si vede la luna sull'acqua, e dove sempre il mio lavorio onirico si fa intenso e a tratti inquietante. è il mare che mi fa sognare. e i sogni mi spaventano sempre un po.
it takes so hard. to keep the dream alive.
eppure. se chiudi gli occhi e conti per un po te li ricordi. i sogni.
si. e ora davvero dovrei fare qualcosa per guarire la mia sindrome di peterpan. i miei piu acuti amici piu giovani me l'hanno diagnosticata da tempo, e in diverse occasioni, cosi come i miei genitori e il resto del mondo intorno a me che si ostina ad invecchiare. e io? e io boh. nell'indecisione meglio fermarsi un momento. e contare. solo che io probabilmente ho deciso di contare un pochino piu a lungo, giusto perhce non si sa mai, he. ma in effetti prima o poi. tocchera anche a me.
il mio compleanno l'ho passato portata al mare, in una casa grande con le finestre da cui si vede la luna sull'acqua, e dove sempre il mio lavorio onirico si fa intenso e a tratti inquietante. è il mare che mi fa sognare. e i sogni mi spaventano sempre un po.
it takes so hard. to keep the dream alive.
eppure. se chiudi gli occhi e conti per un po te li ricordi. i sogni.
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