cucino da sola, con micronde e detriti dal frigo. mangio davanti al computer con piatto sopra a saggi su questioni semiologico-matematico-ontologiche. accatasto piatti e tazze. bevo dalla bottiglia. ascolto i tasti del computer e il buio fuori dalla finestra. e non so cosa volere, che duri questo attimo o scivoli avanti, portato via.
sabato 24 febbraio 2007
mi sveglio
mi sveglio stamattina finalmente nel mio letto,
dopo settiamane o un mese in cui sono stata trottola con valigia. aperitivi ontologici appostamenti accademici, le persone che incontro per strada come sempre il mio elisir vitale,
ma ho risolto qualcosa? poco direi. niente amarezza ma resetting neccessario.
come mi dice la gaia: fai un bel respiro prima, e poi fai.
dopo settiamane o un mese in cui sono stata trottola con valigia. aperitivi ontologici appostamenti accademici, le persone che incontro per strada come sempre il mio elisir vitale,
ma ho risolto qualcosa? poco direi. niente amarezza ma resetting neccessario.
come mi dice la gaia: fai un bel respiro prima, e poi fai.
venerdì 23 febbraio 2007
controlled accident
in fondo, l'arte è quella. controlled accident, diceva la mia prof con gli occhi accesi dietro la cattedra. tutto viene da se, ma bisogna aiutarlo. il caso, il deus exmachina. la coincidenza. che come i treni, la perdi di solito, ma a volte no.
domenica 18 febbraio 2007
sono un pacco.
non avrei dovuto. non avrei dovuto incazzarmi con lui. uscire bere e tutto il resto, e non lo avrei fatto. invece in casa. a mettere il dito nella piaga delle mie vecchie infelicità. serve anche quello forse. come una poesia, come un ricordo o un pianto. pero che pacco.
sabato 17 febbraio 2007
poeme trouvé
quando meno te l'aspetti
l'archeologia domestica ti porta delle sorprese.
l'archeologia domestica ti porta delle sorprese.
ho sistemato la libreria, che proprio come il mio armadio in questi anni di mia presenza-assenza si era stratificata, diramata, aveva fatto rizoma nella maniera piu improbabile. maglioni vecchi di lana vicino all'abito arancio di questa estate, voltaire accanto a calvin e hobbes, gonne da quidicenne magra e salopette da pittore, manuali di dreamweaver vicino a foucault. non neccessariamente un male, ma nel momento in cui uno cerca di capirci qualcosa, della propria vita, forse fare insiemi, cercare un senso e una teleologia ha bisogno di un minimo di ordine. e cosi butto, accatasto, penso, sposto. e trovo.
ho trovato un quaderno di filosofia, scritto e sottolineato con l' amore rivolto alle cose non colte, o non colte del tutto. e alla fine mi ritrovo una frase di qualcuno, la leggo per sbaglio e boh. non so chi è, non si capisce, erano anni fa. ed era bella, infondo. li, infondo, mai letta. forse fatta per starsene li non letta. affidata al caso come spesso succede, ma il caso se ne frega e butta via queste cose qui nella maggior parte dei casi. per l'appunto.
dice che sono stella triste e silenziosa, piena di voglia di esplodere in meraviglia di stati e pensieri. dice servirai, a te stessa come aglia altri, e dice non chiedermi chi tu sia.
sorrido, e penso che c'erano i giorni in cui ero filosofa mesta, e segretamente speravo che qualcuno cogliesse quella bellezza che mi sentivo dentro e addosso, che era una sfumatura, fatta di inquietudini domande e piaceri intensi di fronte al banale. bastava pochissimo e non si sarebbe vista, e che peccato. e invece vedi no. non so chi ma l' aveva vista, nel posto giusto a quel momento li.
e quindi sorrido a non so chi.
e annuso odore di piadina nell'aria.
lunedì 12 febbraio 2007
domenica 11 febbraio 2007
i piedi per terra
dicono che tornero con i piedi per terra, cadendo dai miei iperuranici svolazzamenti marziani direttamente su questo pianeta di cui dovrei poter sentire il sapore e la consistenza dei frutti, la temperatura dell'aria, la consistenza terrosa del suolo.esotico.
venerdì 9 febbraio 2007
riso salato
abbiamo mangiato un sacco e salato, e riso un sacco, agrodolce.
pensierino della bunanotte, con la pancia piena zeppa.
ora sto bene, mi sento la testa ripulita e mi rendo conto che ci sono quelle persone che hanno bisongo continumente degli altri, per capire se stesse, per ricordarsi chi sono da dove vengono e boh, avere un barlume di equlibrio ecologico e psicologico. tra queste persone rientro io. io senza gli altri sono finta, spazzata, annullata. come un cane che si morde la coda. io devo amare le persone, che sono loro che mi salavano da me. ma non devo farglielo sapere a loro, che senno è un casino he.
pensierino della bunanotte, con la pancia piena zeppa.
ora sto bene, mi sento la testa ripulita e mi rendo conto che ci sono quelle persone che hanno bisongo continumente degli altri, per capire se stesse, per ricordarsi chi sono da dove vengono e boh, avere un barlume di equlibrio ecologico e psicologico. tra queste persone rientro io. io senza gli altri sono finta, spazzata, annullata. come un cane che si morde la coda. io devo amare le persone, che sono loro che mi salavano da me. ma non devo farglielo sapere a loro, che senno è un casino he.
giovedì 8 febbraio 2007
vapore

mi immergo in acqua calda.
bevo acqua calda.
che cerco di fare con queste pozioni? esorcizzare il freddo spigoloso di tempo perso, gente che fa male il proprio lavoro, cose che non vanno, pioggia. prepararmi a leggere le stesse frasi per poterle ripetere a memoria e avvicinarmi in qualche modo all'eta matura. rito di passaggio. formule magiche. e tutto deve scorrere come acqua giu per la gola, e sopra il mio corpo che galleggia. in ogni caso funziona. l'odio verso chi fa male il proprio lavoro non sparisce ma si sublima, evapora, e si trasforma in amore verso chi invece il proprio lavoro lo fa bene. e dili, chissacome, mi trovo quasi segretamente a pensare già a citazioni di calvino accanto a marx nella mia tesi di laurea. di un calvino che sembra marx, e un marx che sembra calvino pero. ecco, sto gia sorridendo.
bevo acqua calda.
che cerco di fare con queste pozioni? esorcizzare il freddo spigoloso di tempo perso, gente che fa male il proprio lavoro, cose che non vanno, pioggia. prepararmi a leggere le stesse frasi per poterle ripetere a memoria e avvicinarmi in qualche modo all'eta matura. rito di passaggio. formule magiche. e tutto deve scorrere come acqua giu per la gola, e sopra il mio corpo che galleggia. in ogni caso funziona. l'odio verso chi fa male il proprio lavoro non sparisce ma si sublima, evapora, e si trasforma in amore verso chi invece il proprio lavoro lo fa bene. e dili, chissacome, mi trovo quasi segretamente a pensare già a citazioni di calvino accanto a marx nella mia tesi di laurea. di un calvino che sembra marx, e un marx che sembra calvino pero. ecco, sto gia sorridendo.
lunedì 5 febbraio 2007
When I was born for the second time
è un momento di sfiga. di quella tangibile, palpabile, paradossale.
dolceamara poi, come piace a me.
carica di tensioni e rovesciamenti possibili, come piace a me.
fosse un film, mi piacerebbe. ma siccome ci sono dentro, un po meno, ecco.
dolceamara poi, come piace a me.
carica di tensioni e rovesciamenti possibili, come piace a me.
fosse un film, mi piacerebbe. ma siccome ci sono dentro, un po meno, ecco.
sabato 3 febbraio 2007
je ne sais pas
non so, sono solo un po allibita. credo di avere una strana vita emotiva, strane reazioni chimiche e inoltre di causare strane reazioni chimiche nella gente circostante. credo di essere irrimediabilmente asociale o comunque intempestiva, fuori tempo, fouri luogo, boh. credo che le persone per me contano piu di altre cose credo di aver paura delle altre cose credo che il mio prof di filosofia il giorno in cui ci siamo conosciuti e mi lamentavo del libro di storia senza figure mi ha detto "lei deve crescere signorina" e penso che io ho sempre fatto di tutto per dimostrare che si poteva essere adulti senza crescere e anzi questa è la vera forza e la vera felicità.
eppoi. bolle di sapone. che ti esplodono in faccia. entropia e confusione. sfide, incroci, sistemi complessi di attese e disattese. troppo per me. e mi ritrovo a vomitare il mio esame nel lavandino la mattina dopo e mi ritrovo come prima, pero dopo aver vomitato. strana sensazione. ed ho la testa quasi pulita ora.
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